La chitarra funziona secondo un principio, tutto sommato, semplice.
Delle corde pizzicate mettono in vibrazione del legno, una cassa ne amplifica il suono, e il risultato è quello che noi chiamiamo "suono della chitarra".
Anche costruire una chitarra è un atto fondamentalmente semplice, in fondo non diverso da quelli di tante altre forme di artigianato. Qui, come per qualsiasi atto umano, ciò che davvero conta è come si svolge il processo: Michelangelo utilizzò gli stessi materiali e strumenti che sono accessibili a chiunque, e lo stesso può dirsi dei materiali musicali usati da Bach, Mozart, o Beethoven. Quello che abbiamo di fronte tutti i giorni - i colori, i suoni, la materia - tra le mani di qualcuno può assumere diversa identità, comunicarci cose a noi sconosciute, suggerire mondi prima impensabili, prendere nuova vita: una vita non intrinseca all'elemento, una vita di cui l'elemento si fa umile e discreto veicolo.

9 marzo 2008

Dopo un lungo periodo senza aggiornamenti, ecco un po' di novità.
A parte una consistente serie di modifiche tecniche al sito, poco visibili benché importanti (tra cui l'attivazione del servizio feed rss), presento finalmente, dopo un lungo periodo di test, una chitarra con al suo interno un mio innovativo e rivoluzionario progetto che apre un nuovo importante capitolo, quantomeno nella mia produzione.
Proseguendo la strada incominciata da Antonio de Torres e dalla liuteria chitarristica di inizio '900, volta alla ricerca della musicalità del suono e dello strumento leggero ed essenziale, ho trasformato la struttura interna del piano armonico, introducendo un dispositivo che può considerarsi analogo, in linea di principio, alla funzione svolta dall'anima negli strumenti ad arco.
Ho ottenuto uno strumento leggero, un piano armonico estremamente libero ed elastico, una intonazione della cassa in Mib (mezzo tono al di sotto della sesta corda) che dona bassi molto profondi e corposi, uniti a dei cantini straordinariamente brillanti, potenti e di lunga durata, all'interno uno strumento complessivamente di grande potenza sonora. Un progetto che modifica radicalmente la capacità vibrante del piano armonico e permette anche una "messa a punto" finale dello strumento, caratteristica che davvero mancava alla chitarra.
Qui trovi la scheda della chitarra, invece se clicchi qui vai direttamente alle sue foto!

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La Chitarra di Liuteria di Stefano Grondona e Luca Waldner

clicca per sfogliare il libro!

Il volume presenta in primo luogo una ricchissima antologia fotografica sulla storia della chitarra tra tardo Settecento e metà Novecento. La documentazione è, per quantità e qualità, senza precedenti. Essa comprende oltre cinquanta strumenti tra i più rappresentativi, costruiti dai più grandi liutai (da Torres a Rubio) ed appartenuti a coloro che hanno fatto la storia dell'interpretazione chitarristica (da Tárrega a Llobet a Segovia).
Le immagini sono corredate da un abbondante apparato storico-critico e tecnico, in cui si integrano le competenze dei due autori, un concertista e un costruttore di chitarre (un terzo esperto ha curato uno specifico capitolo sulle corde): ma il testo va ben oltre il semplice interesse tecnico-strumentale, ricostruendo una pagina fondamentale della storia culturale spagnola.
Il compact disc accluso al volume è stato registrato per l'occasione da Stefano Grondona. Esso permette al lettore di accedere anche alla dimensione sonora di questi strumenti storici, alcuni dei quali mai uditi pubblicamente in tempi recenti.

Il volume di 228 pagine è scritto in Italiano/Inglese, è stato editato nel 2001 dalla casa editrice l'officina del libro di Sondrio e qui lo puoi trovare nel catalogo online della casa editrice.
Lo puoi anche trovare nella vetrina online di questo sito.

Se clicchi sull'imagine del libro potrai sfogliarne alcune pagine in formato .pdf. Per visualizzarle ti serve un lettore, nel caso tu non lo avessi puoi scaricare i lettori gratuiti FoxitReader oppure Adobe Reader cliccando su uno dei loghi qui sotto.

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